Roberto Cremona

Correre in moto, per me, non è solo uno sport, è un modo per superare i miei limiti e migliorarmi costantemente.

Data di nascita: 21 Giugno 1995

Luogo di nascita: Vicenza

Residenza: Costabissara (Vicenza)

Esordio: Misano (7 Maggio 2017)

Il motociclismo, per me, è il migliore modo per dimostrare il mio essere e per darmi un sogno per il quale combattere.

Correre in moto rappresenta una motivazione per alzarmi dal letto tutte le mattine, con un solo obiettivo ovvero fare meglio del giorno prima.

Quando sono in griglia penso solo a me ed alla moto, non vedo i miei limiti ma il modo per superarli.

È una mentalità che mi sprona a migliorarmi costantemente, in tutto quello che faccio.

Un padre motociclista e tanta passione per la meccanica.

Dire, con precisione, quando è nata la passione per il motociclismo è difficile ma, da quel che ricordo, ho sempre avuto un debole per la meccanica in generale.

Avere un padre motociclista, forse, mi ha aiutato a far scoccare la scintilla. È suo il merito di avermi fatto scoprire questo fantastico mondo.

 

Il pilota e la moto si fondono in una sola entità.

Mi sono sempre piaciute le moto, per il fatto che in sella sembra di essere un tutt’uno.

Nella macchina sei seduto all’interno quindi, in un certo modo, sei un ospite mentre sulla moto sei a cavallo e tra gambe, braccia e tutto il resto del corpo, si tende ad inglobarne una gran parte.

Questa sorta di legame, che da sempre mi ha affascinato, ti porta con il tempo a vedere la moto come un qualcosa di vivo, alla quale ci si affeziona.

Sembra assurdo ma, credetemi, è così.

 

La pista è il tempio della velocità.

Il motivo per il quale amo la pista è la velocità, andare veloce e frenare da oltre 300 all’ora a pochi metri dalla curva è adrenalina pura.

Credo sia principalmente questo che mi trasmette maggiore emozione rispetto ad altre discipline su due ruote come il motocross o l’enduro.

Dalla gavetta, come garzone di bottega, ho imparato e continuo ad imparare, giorno dopo giorno.

La prima volta in pista è stato il 15 Agosto del 2016, in sella ad una Ducati Panigale 1299, un esordio non da poco.

Stavo dando una mano ad un meccanico che avevo conosciuto nella zona dove abito, Andrea Pizzato di A.P. Racing, e questo, probabilmente, vedendo la mia passione mi ha dato modo di crescere, stando al suo fianco per assistere i suoi clienti sportivi.

Cambiavo gomme, facevo benzina, pulivo le carene, tutta la routine salvo imprevisti.

 

Quando si dice il destino…

In quell’occasione Andrea, il titolare di A.P. Racing, mi chiese se volevo provare la sua moto, dato che non l’avrebbe usata nessuno e, scherzo del destino, avevo portato con me tutto l’abbigliamento che utilizzavo normalmente su strada.

Mi capita spesso di pensare che se quel giorno non avessi avuto con me tutto il necessario, forse, non avrei mai iniziato a correre in moto.

Dalla gavetta, come garzone di bottega, ho imparato e continuo ad imparare, giorno dopo giorno.

La prima volta in pista è stato il 15 Agosto del 2016, in sella ad una Ducati Panigale 1299, un esordio non da poco.

Stavo dando una mano ad un meccanico che avevo conosciuto nella zona dove abito, Andrea Pizzato di A.P. Racing, e questo, probabilmente, vedendo la mia passione mi ha dato modo di crescere, stando al suo fianco per assistere i suoi clienti sportivi.

Cambiavo gomme, facevo benzina, pulivo le carene, tutta la routine salvo imprevisti.

 

Quando si dice il destino…

In quell’occasione Andrea, il titolare di A.P. Racing, mi chiese se volevo provare la sua moto, dato che non l’avrebbe usata nessuno e, scherzo del destino, avevo portato con me tutto l’abbigliamento che utilizzavo normalmente su strada.

Mi capita spesso di pensare che se quel giorno non avessi avuto con me tutto il necessario, forse, non avrei mai iniziato a correre in moto.

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